03 settembre

    Fisco e imprese, al via controlli automatici


    Il Fisco utilizza per la prima volta le informazioni dell'Anagrafe Tributaria per individuare fenomeni di evasione da parte delle imprese: i controlli automatici scattano verso società di capitali e società di persone che nel 2016 non hanno presentato le dichiarazioni dei redditi o che lo hanno fatto senza però inserire elementi contabili significativi pur avendo movimenti in accredito in conto corrente. Nel dettaglio, scatta una procedura di analisi del rischio che può portare a successivi controlli fiscali. La procedura scatta sia nel caso in cui risultino incongruenze relative alla dichiarazione dei redditi sia nel caso delle dichiarazioni IVA. Le società che vengono individuate sulla base dei criteri sopra descritti vengono segnalate dalla divisione contribuenti alle direzioni regionali e provinciali, attraverso uno specifico applicativo informatico. Per ogni società, vengono comunicati il numero dei conti correnti, i saldi e i movimenti finanziari effettuati, oltre ad altri eventuali elementi significativi che risultano all'anagrafe. A questo punto, gli uffici effettuano valutazioni più approfondite e ne comunicano gli esiti attraverso una specifica scheda di feedback. Il Fisco ha fatto partire questa nuova modalità di controllo in applicazione del Dl 201/2011, che ha introdotto l'obbligo delle comunicazioni agli archivi finanziari da parte di banche e intermediari, e ha previsto che l'Agenzia delle Entrate li utilizzi per analisi del rischio evasione. La procedura è stata elaborata in forma sperimentale e si inserisce in un complesso percorso che prevede un sempre maggiore utilizzo dei dati dell'Archivio, auspicato anche dalla Corte dei Conti, per analisi diversificate in base alla tipologia di contribuenti.


    Produttività: Milano al top tra i capoluoghi, con valori in linea con la Svezia, davanti a Bolzano, Siena, Brindisi e Roma.


    Per livello del valore aggiunto la leadership è della città metropolitana di Milano (il 7,3% del totale nazionale dell'Industria e dei Servizi non finanziari) che detiene anche la prima posizione tra le città metropolitane e comuni capoluogo per produttività pari a 70.547 euro per addetto nella media in tutti i settori, con il valore più elevato nei Servizi (67 mila euro per addetto) e collocandosi al quarto posto per produttività nell'Industria (93 mila euro per addetto). Nell'analisi delle prime dieci posizioni per valore aggiunto delle imprese riemergono i comuni ai vertici del vecchio triangolo industriale: dopo Milano al primo posto, infatti, troviamo Torino al terzo posto dietro a Roma e Genova al quarto posto. A seguire Napoli - la prima città del Mezzogiorno - Firenze, Bologna, Venezia, Verona e Palermo. Il contributo al valore aggiunto in un territorio è correlato con la dimensione misurata dagli addetti delle imprese, e con la produttività del lavoro, espressa dal valore aggiunto per addetto. Milano è al primo posto per produttività nel totale dei settori, con un valore aggiunto per addetto di 70.547 euro, seguita da Bolzano con 68.902 euro, Siena con 60.133 euro, Brindisi - primo capoluogo del Mezzogiorno - con 58.160 euro, Roma con 57.054 euro, Monza con 56.620 euro, Parma con 54.299, Bologna con 53.788 euro, Cremona con 53.654 euro e Genova con 52.772 euro. Nel confronto internazionale Milano presenta una creazione di valore per addetto in linea con quella di Paesi ad alta produttività come Regno Unito (terzo Paese UE con 73.300 euro), Belgio (quarto Paese UE con 72.800 euro) e Svezia (quinto Paese UE con 71.800 euro); a seguire Bolzano supera la produttività media della Francia (62.600), Siena è in linea con quella dell'Olanda (60.800) e Brindisi fa meglio della Germania (55.400). In sei regioni il comune più produttivo non è il capoluogo di regione; tale situazione si riscontra per la Toscana (Siena ha una produttività del 16,9% superiore a quella di Firenze), Puglia (Brindisi ha una produttività superiore del 39,4% a quella di Bari), Emilia Romagna (Parma ha un valore aggiunto per addetto superiore dell'1,0% a quello di Bologna), Veneto (Verona ha un valore aggiunto superiore del 3,4% a quello di Venezia), Campania (Avellino ha un produttività superiore del 2,1% a quella di Napoli) e Abruzzo (Pescara ha una produttività superiore del 10,6% a quella di L'Aquila). Nella top ten del Manifatturiero esteso e Costruzioni (statisticamente descritto come Industria), la produttività più elevata si riscontra a Bolzano con le imprese del comparto che producono 122.862 euro di valore aggiunto per addetto, seguita da Pavia con 109.502 euro, Brindisi con 97.928 euro, Milano con 92.630 euro, Avellino con 92.220 euro, Roma con 88.337 euro, Parma con 86.972 euro, Cremona con 85.230 euro, Monza con 85.049 euro e Ferrara con 83.886 euro. Nel predominante comparto dei Servizi - il cui valore aggiunto nei 116 comuni esaminati rappresenta il 70,7% del totale - Milano detiene la prima posizione per produttività con 67.242 euro per addetto, davanti a Siena con 55.798 euro, Bolzano con 54.757 euro, Roma con 52.196 euro, Verona con 50.358 euro, Bologna con 48.869 euro, Torino con 48.406 euro, Genova con 47.844 euro, Monza con 47.466 euro e Firenze con 46.673.