15 maggio

    Def 2018 e clausole di salvaguardia: la disattivazione delle 'clausole' arriva ad impegnare pi¨ dei due terzi (69,8%) degli interventi della manovra di bilancio. Utilizzate da 5 Governi, con 13 provvedimenti, 9 interventi di attivazione e 13 di disattivazione


    Il prossimo Governo, sulla base del dibattito sviluppato nella campagna elettorale, dovrÓ intraprendere nuove sfide sul fronte della politica fiscale, delineando una riforma della tassazione e orientando nuovi interventidi spesa. Nel frattempo sulla politica di bilancio rimane il vincolo delle clausole di salvaguardia che rischia di assorbire una quota troppo elevata delle risorse disponibili, lasciando margini esigui per interventi per la crescita e la competitivitÓ delle imprese. Nelle ultime tre manovre di bilancio la disattivazione delle clausole di salvaguardia ha assunto un peso crescente sugli interventi di politica fiscale. Nella Legge di stabilitÓ 2016 sul primo anno di programmazione (il 2016) la disattivazione delle clausole ha pesato per 16,8 miliardi di euro a fronte di 31,9 miliardi di interventi, rappresentando il 52,7% del totale della manovra. Nella legge di bilancio 2017 la disattivazione di clausole per il primo anno (il 2017) Ŕ stata pari a 15,3 miliardi di euro, il 56,3% dei 27,3 miliardi di euro di interventi. Il peso cresce ulteriormente con la legge di bilancio 2018 che disattiva clausole nel primo anno di programmazione (il 2018) per 15,7 miliardi di euro, arrivando al 69,8% dei 22,6 miliardi di euro di interventi. Le manovra per il 2016 e per il 2018 hanno utilizzato risorse anche per disattivare parzialmente le clausole di salvaguardia nel secondo anno di programmazione, con una quota di poco superiore ad un terzo: nel dettaglio il 36,6% degli interventi previsti nel secondo anno di pianificazione nella Legge di stabilitÓ 2016 e il 37,8% nella Legge di bilancio 2018.