22 novembre

    Stabilità 2018: nuovo pacchetto Pensioni


    Stop all'innalzamento delle aspettative di vita per 15 categorie di lavori gravosi, sia per le pensioni di vecchiaia sia per quelle anticipate, ampliamento APe social, con l'impegno a rendere la misura strutturale, nuovo calcolo per gli scatti sulle aspettative di vita, ma dal 2021: sono i punti principali dell'accordo Governo sindacati sulle pensioni, che confluirà in un emendamento alla manovra di Bilancio 2018. La conclusione del negoziato, con l'ultimo incontro di martedì 21 novembre, non soddisfa la Cgil, che conferma la mobilitazione nazionale per il prossimo 2 dicembre, mentre sono più positivi i commenti di Cisl e Uil. Per quanto riguarda i lavori gravosi, alle 11 categorie già comprese nel perimetro dell'APe sociale si aggiungono operai e braccianti agricoli, marittimi, pescatori, siderurgici. Per questi lavoratori non scatteranno i cinque mesi di adeguamento aspettativa di vita 2019, quindi il requisito resterà pari a 66 anni e sette mesi per la pensione di vecchiaia e a 42 anni e dieci mesi (per gli uomini) e 41 anni e dieci mesi (per le donne) per quella anticipata. Oltre all'appartenenza alle 15 categorie esenti dagli adeguamenti ci vogliono altri due requisiti: svolgimento dei lavori gravosi per almeno sette anni negli ultimi dieci anni, e 30 anni di contributi. Attenzione: la misura si riferisce esclusivamente alle mansioni gravose, che non corrispondono ai lavori usuranti, per i quali non è previsto lo stop agli adeguamenti. Tutti gli altri lavoratori dal 2019 aggiungeranno cinque mesi alla maturazione della pensione. Quindi il requisito salirà a 67 anni per il trattamento di vecchiaia, mentre per le pensioni anticipate arriverà a 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne. Il Governo provvederà entro la fine dell'anno a pubblicare il decreto sull'adeguamento alle aspettative di vita: risposta negativa, quindi, alla proposta sindacale di rinviare di sei mesi l'adozione del provvedimento. Gli altri punti su cui il tavolo Governo sindacati ha trovato l'accordo sono, sostanzialmente, degli atti di indirizzo per il futuro: saranno con ogni probabilità inseriti nella Legge di Bilancio 2018, ma non hanno immediati effetti pratici. Con l'eccezione, forse, delle misure relative all'APe social. E' prevista la creazione di un fondo per servirà ad ampliare le categorie di aventi diritto e a prorogare la misura, fino a renderla strutturale. L'Ape social verrebbe esteso a tutte e 15 le categorie di lavoratori gravosi esenti dagli scatti dell'età pensionabile, con il mantenimento però del requisito dei 36 anni di contributi. Ricordiamo che la legge di Bilancio prevede già, nella formulazione originaria, l'estensione della platea dell'APe sociale ai disoccupati che hanno perso il lavoro per scadenza del contratto a termine e per le donne con figli (sei mesi in meno di contributi per ogni figlio, fino a uno sconto massimo di due anni). L'accordo con i sindacati prevede un ulteriore potenziamento delle agevolazioni per le donne con figli. Fra le altre novità, l'istituzione di una commissione di esperti sui lavori gravosi e usuranti, e di una commissione di studio sulla spesa previdenziale con comparazione internazionale. In entrambi i casi, i lavori dovranno concludersi entro il 30 settembre 2018. Sui giovani, c'è l'impegno a trovare soluzioni per l'adeguatezza delle pensioni, con particolare riferimento a quelle medio-basse. Ci sono poi impegni per lo sviluppo della previdenza complementare, anche con misure di potenziamento per i dipendenti pubblici, e una revisione strutturale del calcolo delle aspettative di vita. Si pensa a un nuovo meccanismo che fissi un limite massimo di tre mesi agli scatti, biennali, con i mesi eventualmente in eccesso da portare nei periodi successivi. Come detto, la Cgil resta critica e annuncia definitivamente lo sciopero generale per il 2 dicembre. Susanna Camusso, segretaria generale, definisce la trattative con il Governo «un'occasione persa, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le donne», sottolinea che «ci si muove per deroghe e piccoli interventi, non si interviene per modificare e rendere più equo il sistema previdenziale nel suo complesso», conferma «il giudizio di grande insufficienza sulla proposta del Governo sulla previdenza» per cui «il 2 dicembre sarà una giornata di mobilitazione nazionale». La Cisl giudica invece positivamente il risultato del tavolo e chiede al Governo di «attuare immediatamente, nell'ambito della Legge di Bilancio, gli interventi legislativi concordati», e di «attivare, da subito, le previste Commissioni tecniche di studio ed elaborazione». Per la Uil, il segretario generale Carmelo Barbagallo ritiene che al tavolo sia stato raggiunto il miglior risultato possibile in relazione alle (scarse) risorse disponibili, elenca i principali motivi di soddisfazione (il passaggio sui giovani e sulle donne, l'inserimento tra le categorie a cui si estenderà l'Ape sociale dei siderurgici di prima e seconda fusione, la partecipazione delle parti sociali alle due Commissioni sull'individuazione di altri lavori gravosi e sulla separazione tra previdenza e assistenza).