28 novembre

    Multe e Cartelle, 10% in più ogni sei mesi

    Non pagare le multe stradali dopo che arriva la cartella esattoriale costa caro, la sanzione sale del 10% ogni sei mesi: la Corte di Cassazione ha appena emesso una sentenza che considera legittima la maggiorazione applicata sulle violazioni al codice della strada, che era stata contestata da una contribuente. La maggiorazione del 10% ogni sei mesi è prevista dall'articolo 27 della legge 689/1981, che viene richiamata dalla sentenza di Cassazione, e stabilisce: «In caso di ritardo nel pagamento la somma dovuta è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all'esattore. La maggiorazione assorbe gli interessi eventualmente previsti dalle disposizioni vigenti». Quindi, la maggiorazione scatta se la multa non viene pagata nei termini previsti dalla notifica (diventando, quindi, esigibile), e si interrompe quando il ruolo viene trasmesso all'agente della riscossione. La contribuente opponeva a questa disposizione una norma contenuta nel codice della strada, l'articolo 203, che: «In caso di ritardo del pagamento della sanzione irrogata nell'ordinanza-ingiunzione, prevede l'iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%». Le due cose, afferma la Cassazione, non sono in conflitto. La giurisprudenza dell'Alta Corte, in diverse sentenze, ha ritenuto applicabile la maggiorazione del 10% alle violazioni del codice della strada, considerandola «compatibile con un sistema afflittivo di carattere sanzionatorio in caso di ulteriore ritardo nel pagamento». Non ci sono nemmeno incompatibilità costituzionali, questione chiarita dalla Cassazione con sentenza 308/1999, in base alla quale la maggiorazione del 10% a carico dell'autore dell'illecito amministrativo, cui sia stata inflitta una sanzione pecuniaria, ha funzione, non già risarcitoria o corrispettiva, bensì di sanzione aggiuntiva, nascente al momento in cui diviene esigibile la sanzione principale. Di conseguenza è compatibile, anzi si aggiunge, alle sanzioni previste dal Codice della Strada.


    Riporto perdite in regime di cassa: assurdo e paradossale mancato ok in Senato

    R.ETE. Imprese Italia esprime tutta la preoccupazione delle imprese che rappresenta, a seguito della mancata approvazione, da parte della Commissione Bilancio del Senato nell'ambito dell'esame della Legge di bilancio, della proposta emendativa sulla quale il Governo aveva garantito il proprio sostegno, con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e con l'Agenzia delle Entrate, finalizzata a risolvere la questione del riporto delle perdite per le imprese che applicano il nuovo "regime di cassa". In questo modo, con una mano si dà e con l'altra si toglie: il mancato riporto delle perdite -spiega la nota - rende, praticamente, inapplicabile il "regime di cassa" varato lo scorso anno per oltre due milioni di imprese, costringendole a rinunciare ai vantaggi del regime di cassa e a dover subire maggiori oneri burocratici connessi con la tenuta della contabilità ordinaria, per evitare un aumento della pressione fiscale. Si ritiene questa vicenda assurda e paradossale in quanto la proposta emendativa è stata condivisa, fin dallo scorso mese di aprile, fra R.ETE. Imprese Italia ed il Governo. Si chiede, pertanto, al Governo e a tutte le forze politiche di intervenire con estrema urgenza affinché la proposta emendativa venga approvata nel corso dell'iter parlamentare della Legge di bilancio.