30 agosto

    LE "VERE" NUOVE IMPRESE E LE TRASFORMAZIONI IN LOMBARDIA


    Unioncamere Lombardia monitora ogni trimestre la natimortalità imprenditoriale regionale, elaborando e commentando i dati delle iscrizioni e delle cessazioni alle anagrafi camerali. Tali movimenti, e soprattutto le variazioni di stock che essi generano, forniscono indicazioni utili per comprendere la dinamica del tessuto imprenditoriale e i cambiamenti strutturali al suo interno. Tuttavia, poiché il Registro Imprese svolge una funzione di tipo amministrativo, le operazioni di iscrizione e cancellazione riflettono spesso procedure burocratiche legate alla trasformazione di imprese già esistenti piuttosto che alla creazione di nuove imprese "aggiuntive". Per un'analisi più corretta dei fenomeni di natalità imprenditoriale è quindi auspicabile distinguere all'interno delle iscrizioni le "vere" nuove imprese da quelle che subentrano a imprese esistenti o che nascono in seguito a processi di separazione o filiazione. A tal fine Eurostat fornisce delle indicazioni operative1 per valutare il grado di discontinuità tra due imprese, identificando tre principali tipologie di relazione che possono essere così sintetizzate: ? controllo: se esiste continuità tra l'unità legale che controlla la vecchia impresa e la nuova (ad esempio un imprenditore in comune); localizzazione: se la vecchia e nuova impresa svolgono la loro attività nello stesso luogo o comunque nelle immediate vicinanze (ad esempio nello stesso comune); attività economica: se la vecchia e nuova impresa svolgono la stessa attività o comunque un'attività simile (ad esempio stessa divisione ATECO 2007). Se sussistono almeno due di queste relazioni la nuova impresa può essere considerata legata a quella precedente, altrimenti la discontinuità è ritenuta sufficientemente forte per poter parlare di una "vera" nuova impresa. Applicando questi criteri al totale delle iscrizioni dell'anno 2017 in Lombardia, circa 55mila, poco più della metà (52,9%) sono risultate "vere" nuove imprese, mentre le restanti sono riconducibili a subentri (27,1%) o a processi di separazione o filiazione (20,0%)