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    Riforma fiscale 2020: le agevolazioni da tagliare



    In vista un taglio di agevolazioni fiscali per 1,7 miliardi di euro: i costi attuali per lo Stato e la lista degli incentivi da sfoltire in manovra 2020. Ad oggi esistono centinaia di agevolazioni fiscali (IRPEF, IVA, IRES), tra le quali il Governo selezionerà quelle da tagliare nel 2020 per un valore pari allo 0,1% del PIL (1,7 miliardi di euro), considerando in questa cifra anche il gettito da nuove imposte ambientali. Il riordino di incentivi e sussidi vari è previsto dalla Nota di aggiornamento al DEF, il Documento economico-finanziario su cui si baserà la Legge di Bilancio. In totale, le 513 agevolazioni fiscali 2019 sono costate allo Stato 61 mld di euro. La parte del leone spetta alle detrazioni (16,4 miliardi) seguite dalle deduzioni (9,2 mld). Nell'allegato al DEF sulle spese fiscali ci sono anche i dati su regimi forfettari e sostitutivi: i primi sono 10 e costano 57 milioni, i secondi sono 24 e valgono 4,3 miliardi. Infine, la classificazione per tributi: gli sconti fiscali si concentrano in particolare sull'IRPEF (39,2 miliardi), seguiti a distanza da imposte di bollo, di registro e catastali (5,6 miliardi). I crediti d'imposta valgono 3,4 mld, i regimi sostitutivi quasi 2 miliardi.



    NOTIZIE

      Riforma fiscale: Incontro con il Governo del 25 luglio 2019 CARICO FISCALE AL 47,7%. OCCORRONO MISURE PER RENDERE IL SISTEMA TRIBUTARIO PIU' EQUO, SOSTENIBILE E SEMPLIFICATO

      CASARTIGIANI ha preso parte all'incontro tenutosi ieri sera a Palazzo Chigi per discutere sui contenuti della riforma fiscale in vista della prossima manovra economica. Gli obiettivi del Governo annunciati dal Premier Conte alla presenza di numerosi autorevoli esponenti dell'esecutivo tra i quali il ministro Tria e il ministro Di Maio, vanno per il 2020 nella direzione di una concreta riduzione del carico fiscale, del contrasto all'evasione, del sostegno alle famiglie ed alle nascite - visto anche il sensibile calo demografico registrato dall'ISTAT - e di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Il Presidente Giacomo Basso nel suo intervento ha espresso apprezzamento per il percorso di riduzione della pressione fiscale a favore delle imprese individuali già intrapreso dal Governo con la precedente Legge di bilancio - con particolare riferimento all'ampliamento del numero dei soggetti che possono beneficiare del regime forfetario con tassazione sostitutiva al 15% e dal 2020 nella misura del 20% per imprese con volumi d'affari fra i 65.000 e i 100.000 euro - mettendo in evidenza l'importanza di essere riusciti ad evitare l'apertura di una procedura di infrazione per debito da parte dell'Europa. Il Presidente ha sostenuto con forza e con orgoglio l'esigenza, per il bene del Paese, di sostenere il mondo dell'Artigianato e della P.M.I., perché in questa interminabile feroce crisi, dovuta anche al fatto che la Politica non ha saputo prevedere i rischi della globalizzazione e della tecnologizzazione, l'unica risorsa indistinguibile sono stati i milioni di individui che, parafrasando Einaudi, nonostante tutto per vocazione naturale, ogni mattina hanno aperto botteghe, laboratori, aziende. Il Presidente ha dato altresì atto al Governo di aver dimostrato, da subito, una certa qual sensibilità al nostro mondo, ma che adesso ci deve essere uno scatto più deciso sul fisco. CASARTIGIANI ritiene auspicabili nella prossima manovra economica interventi con precisi obiettivi di riduzione del carico fiscale - ancora attestato oltre il 47%, ben al di sopra della media dei partner europei - di semplificazione del sistema fiscale e di lotta all'evasione nello spirito "pagare tutti per pagare meno". Le proposte nel dettaglio sono contenute all'interno di un documento tecnico che la Confederazione si è riservata di inoltrare al Governo nei prossimi giorni. Intanto è stato già convocato per lunedì 29 prossimo un nuovo tavolo di confronto per discutere con il Governo sulle questioni del Mezzogiorno, tema sul quale CASARTIGIANI esprime una particolare sensibilità e saprà dare il massimo contributo




    CASARTIGIANI AL VIMINALE AL VERTICE DELLE PARTI SOCIALI

    CASARTIGIANI ha preso parte alla giornata di ascolto, confronto e proposta con le Parti sociali sulla crescita del Paese convocata dal Ministro Matteo Salvini in vista della prossima manovra economica. Presenti le principali Organizzazioni di rappresentanza del mondo sindacale, imprenditoriale, delle professioni e dei servizi. La riunione, comunque la si pensi e al di la delle polemiche che ha fatto scaturire, ha avuto successo ed è durata oltre sei ore per dare il tempo, relativamente contingentato a tutti, di poter intervenire. E' stata confermata la sensazione, concreta, di una particolare sensibilità del Governo - del resto già manifestata nell'Assemblea di Rete Imprese Italia e avvalorata dai fatti e dai provvedimenti legislativi - di una certa qual sensibilità verso il mondo imprenditoriale, e per quanto ci riguarda artigiano. Il Presidente Giacomo Basso nel ricordare orgogliosamente il grande ruolo storico di CASARTIGIANI nella tutela e nella difesa della microimpresa dell'artigianato tradizionale con particolare riguardo alla forma familiare ed individuale, ha ribadito l'esigenza a 360 gradi di risolvere i problemi afferenti tre grandi temi-problemi: riduzione carico fiscale; sburocratizzazione; credito. In tal senso, grandissimo apprezzamento per l'incremento a 100 mila euro, a partire dal prossimo anno, dei limiti di fatturato per l'applicazione della flat tax agli autonomi che è stata confermata da Salvini ed i suoi Sottosegretari essere già legge dal 1 gennaio 2020. Il Presidente ha concluso citando Einaudi ed il suo famoso aforisma datato 1960 cosiddetto " la vocazione naturale degli imprenditori" che ancora campeggia in effige nei laboratori, nei capannoni e nelle botteghe. Questo provvedimento della riduzione fiscale comincia ad andare e già è nel modo ispirato




    RETE IMPRESE ITALIA: SEMPLIFICARE E RIDURRE I COSTI DELLA BUROCRAZIA AUMENTA LA COMPETITIVITA' DELLE IMPRESE Audizione in Senato, davanti alla commissione Lavoro, sul ddl delega Semplificazione e codificazione in materia di lavoro.

    R.E TE. Imprese Italia ritiene che la semplificazione normativa in materia di lavoro debba essere conseguita quale obiettivo primario partendo dalle riduzioni degli adempimenti amministrativi, dalla razionalizzazione e semplificazione delle procedure e adempimenti sulla gestione dei rapporti di lavoro. Il rilancio della competitività presuppone necessariamente di intervenire per rimuovere gli ostacoli di sviluppo delle imprese come l'alta burocrazia e la scarsa chiarezza normativa dovuta anche alla sovrapposizione alluvionale di provvedimenti legislativi. Interventi legislativi in tal senso consentirebbero di andare nella direzione della certezza del diritto riducendo la necessità di "chiarimenti interpretativi" e applicazioni discrezionali delle normative vigenti che potrebbe generare difficoltà organizzative delle imprese e costi in caso di contenzioso. Fare impresa in Italia significa, infatti, ancora oggi, fare i conti con una burocrazia spesso ostile ed obsoleta, che fa prevalere inutili formalismi che disincentivano la competitività delle imprese sui mercati nazionali ed internazionali.


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