04 giugno

    elefonata Salvini-Di Maio: ottimismo sulla tenuta del governo



    Raggiunto l'accordo sul decreto sblocca cantieri: secondo quanto riferisce l'Ansa, fonti del governo avrebbero confermato l'intesa raggiunta tra M5S e Lega. Ieri la telefonata tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il cui bilancio è stato definito positivo da fonti di entrambi i partiti. Secondo quanto appreso dall'Ansa, è stato il vicepremier pentastellato a cercare al telefono il leader leghista. L'equilibrio del governo è ancora una volta in bilico a causa del super emendamento sul Codice degli Appalti, ma dopo il colloquio sia nel M5s che nella Lega si respira più ottimismo sulla tenuta del governo. "Per la prima volta dopo settimane - dice una fonte governativa - siamo sulla buonissima strada per andare avanti". Secondo quanto riferisce l'Ansa, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte considera positivo "il fatto che dopo la sua conferenza stampa di ieri i leader delle due forze di maggioranza siano tornati a parlarsi: il ritorno al dialogo è una buona premessa per procedere nella giusta direzione". In mattinata il premier Conte aveva lanciato un appello alla Lega sull'emendamento: "Il tempo è poco, mi raccomando". Parlando a Rtl prima delle riunioni sul decreto, Matteo Salvini aveva dichiarato: "Non ho alcuna intenzione di far cadere il governo, ma il governo è pagato per fare, i ministri e i presidenti sono pagati per fare". E sullo Sblocca cantieri aveva detto che bisogna "resettare il codice degli appalti, aprire i cantieri e cancellare tutta quella burocrazia". "Se mi dovessi accorgere che tra 15 giorni ci ritroviamo qui a dirci le stesse cose, con gli stessi ritardi e gli stessi rinvii, allora sarebbe un problema", aveva poi precisato il leader leghista.


    Congiuntura primo trimestre 2019: in calo del 2,8% investimenti in macchinari e mezzi trasporto


    La prima parte del 2019 appare caratterizzata da timidi segnali di ripresa per l'economia italiana rispetto alla brusca frenata della seconda metà del 2018 (che aveva riportato l'Italia in recessione tecnica), in un contesto caratterizzato da marcate incertezze. L'analisi dei conti pubblicati venerdì dall'Istat evidenzia che nel primo trimestre del 2019 il prodotto interno lordo a prezzi costanti e al netto della stagionalità è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,1% nei confronti del primo trimestre del 2018. Rispetto al trimestre precedente ristagna la spesa delle famiglie (+0,1%) mentre mostrano segnali di tenuta gli investimenti fissi lordi (+0,6%, stesso ritmo del trimestre precedente); la dinamica degli investimenti è tutta sostenuta dalle costruzioni (+2,6%) mentre calano del 2,8% gli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto. Va evidenziato che in termini tendenziali la dinamica degli investimenti entra in territorio negativo. Sulla flessione degli investimenti in macchinari può aver influito la mancata proroga del superammortamento in legge di bilancio, reintrodotto nel successivo decreto legge 'Crescita'. Interventi 'stop and go' negli incentivi all'accumulazione di capitale amplificano l'incertezza e contribuiscono a ridurre la propensione ad investire. Secondo le recenti previsioni dell'Istat quest'anno il prodotto interno lordo (Pil) è previsto salire dello 0,3%; preoccupa la frenata degli investimenti, che salgono di un limitato 0,3%, a fronte del +3,4% del 2018. Su questa posta la Commissione europea stima per quest'anno una variazione negativa dello 0,3% mentre il DEF 2019 indica una crescita programmatica dell'1,4%, previsione che incorpora gli effetti dei decreti legge 'Crescita' e 'Sblocca cantieri'. Tornando all'analisi dei conti trimestrali, risultano in frenata le esportazioni che nei primi tre mesi di quest'anno sono cresciute dello 0,2% rispetto al periodo precedente, mentre le importazioni sono diminuite dell'1,5%. In chiave settoriale il valore aggiunto registra andamenti congiunturali positivi nelle costruzioni e nel manifatturiero, cresciuti rispettivamente del 2,4% e dello 0,4%, mentre quello dei servizi è diminuito dello 0,2%. Nel corso della primavera del 2019 persistono alcuni segnali di incertezza, ben stilizzati dalla nostra recente analisi sull'andamento della fiducia delle imprese. Torna a salire la produzione manifatturiera in Italia (+0,9%) dopo quattro trimestri con il segno negativo, ma frena la manifattura in Germania, principale cliente del made in Italy con il 13% del totale delle esportazioni, che nel primo trimestre del 2019 segna una 'crescita zero' della produzione, dopo aver registrato un ampio segno negativo negli ultimi due trimestri del 2018. In 21 province l'export manifatturiero verso la Germania supera il miliardo di euro e in cinque di queste il valore del made in Italy verso il mercato tedesco supera i due miliardi: Brescia con 3,3 miliardi di euro, Milano con 3,2 miliardi, Bergamo 2,7 miliardi, Torino con 2,6 miliardi e Vicenza con 2,1 miliardi; con valori superiori al miliardo seguono Treviso e Verona con 1,7 miliardi, Bologna e Modena con 1,6 miliardi, Reggio Emilia e Monza e Brianza con 1,5 miliardi, Bolzano, con 1,4 miliardi, Chieti, Padova e Varese con 1,3 miliardi, Roma e Frosinone con 1,2 miliardi, Mantova e Lecco con 1,1 miliardi e Udine con oltre 1 miliardo.