5 aprile

    Immigrati: su 7.900 Comuni, solo 400 non hanno aziende guidate da imprenditori stranieri



    Con oltre 600mila imprese, il 9,9% del totale, alla fine del 2018 l'imprenditoria straniera si conferma una componente strutturale del tessuto imprenditoriale italiano. Di queste, 470mila (l'80% circa) sono micro-imprese individuali.A confermare l'ampiezza di questo fenomeno i dati relativi agli insediamenti a livello comunale di attività economiche individuali guidate da persone immigrate, elaborati da Unioncamere-InfoCamere sulla base dei registri delle Camere di commercio. Al 31 dicembre dello scorso anno, erano infatti solo 400 i Comuni italiani "senza almeno un'impresa individuale con titolare straniero. All'estremo opposto, nei restanti 7.500 Comuni sono poco più di 100 quelli in cui si possono contare almeno 500 attività economiche di immigrati: poco meno di 220mila imprese che rappresentano il 46% di tutto l'universo delle aziende individuali di immigrati.


    Voucher Manager PMI e reti imprese in stallo


    La Legge di Bilancio 2019 (art. 1, commi 228, 230 e 231 della Legge n. 145/2018) ha introdotto il cosiddetto voucher manager, un contributo a fondo perduto per PMI e reti di imprese finalizzato all'acquisizione di consulenze specialistiche sui processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi aziendali, compreso l'accesso ai mercati finanziari e dei capitali. La misura risulta però in stallo. Mancano tutta una serie di passaggi attuativi. La Legge di Bilancio prevedeva infatti che, con apposito decreto ministeriale che andava emanato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della Manovra: venisse istituito l'elenco delle società e dei manager qualificati con i quali i soggetti beneficiari (imprese o reti) dovrebbero sottoscrivere l'apposito contratto di consulenza per poter accedere ai contributi; fossero fissati i requisiti soggettivi per l'iscrizione in tale elenco, i criteri e le modalità di erogazione dei contributi, nonché la definizione dell'eventuale riserva di una quota di risorse da destinare a micro e piccole imprese e reti di impresa. Il decreto risulta al momento ancora non emanato, bloccando di fatto l'operatività di questa importante misura, che consentirebbe di accedere a contributi erogati in conformità al regime degli aiuti "de minimis" di cui al regolamento (UE) 1407/2013, riconosciuti per i due periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018. Per ciascuno dei periodi di imposta considerati, il voucher manager potrà essere attribuito a: micro e piccole imprese, in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40 mila euro; medie imprese, in misura pari al 30% dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25 mila euro; imprese che aderiscono a un contratto di rete, in misura pari al 50% dei costi sostenuti ed entro un limite massimo complessivo - per l'intera rete - di 80 mila euro. In questo caso è richiesto che il contratto preveda espressamente nel programma comune lo sviluppo di processi innovativi in materia di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal "Piano nazionale I 4.0" e di organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l'accesso ai mercati finanziari e dei capitati. Per il finanziamento del voucher per innovation manager è prevista l'istituzione da parte del MiSE di un Fondo dotato di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.